Caro denaro, quanto mi costi?

I fattori che concorrono a far variare il costo del denaro e i criteri da utilizzare per la selezione del miglior prestatore

Caro denaro, quanto mi costi?

Caro denaro, quanto mi costi? 1425 815 Finanza Café

Nell’ultimo decennio si è sentito spesso parlare di costo del denaro soprattutto associato all’enorme prezzo che lo Stato Italiano deve pagare ai suoi creditori, per un debito che ormai ha superato i 2.300 miliardi di euro, pari a circa 69 miliardi di Euro annui.


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Spread, debito, interessi, Tan, Taeg sono termini entrati nel linguaggio comune anche di chi non si occupa di finanza per l’influenza che ormai hanno sulla vita di tutti i giorni.
Per colmare il debito pubblico, infatti, il governo Italiano si trova a dover varare ogni anno manovre finanziarie in virtù delle quali vengono spesso stabilite nuove tasse o tagli alla spesa pubblica: provvedimenti che toccano direttamente ognuno di noi.
Ma non solo, anche a livello individuale, di famiglia o di impresa il costo del denaro influenza pesantemente le nostre possibilità quando si ha la necessità di ottenere un prestito.
Se per lo Stato il costo del denaro dipende da fattori quali la politica economica e il rating, per i privati i meccanismi sono un po’ diversi.

Quanto costa quindi il denaro per le famiglie e le imprese e come è possibile capire se si sta pagando il prezzo giusto?

Una prima risposta, più di superficie, è possibile ottenerla consultando i siti di banche o finanziare che permettono di simulare il costo di un prestito e chiedendo, poi, un riscontro anche alla propria banca per mettere a confronto eventuali differenze.
Ma per muoversi in maniera più consapevole, è prima necessario comprendere quali dinamiche e variabili influenzano il costo del denaro per privati, famiglie, aziende.
Il costo del denaro varia a seconda di chi lo richiede, per quali scopi, quando, per quanto tempo e a chi ci si rivolge per ottenerlo.
La costante è una: il prestatore richiederà sempre in cambio il pagamento di interessi calcolati secondo un tasso (TAN = tasso nominale annuo), al quale si sommano oneri accessori di carattere amministrativo, andando quindi a determinare il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale di interesse).
Un chiaro esempio di quanto il costo del denaro possa cambiare se si modificano le variabili che lo influenzano, è fornito dalla tabella riportata di seguito che presenta i Tassi Effettivi Globali Medi (noti anche con l’acronimo TEGM) rilevati dalla Banca d’Italia e validi per il primo trimestre del 2019.

Tipologia Soglie Tassi
Aperture di credito in conto corrente Fino a 5.000 € 10,78%
Oltre 5.000 € 8,47 %
Anticipi, sconti commerciali e finanziamenti all’importazione Fino a 50.000 € 7,12%
Da 50.000 a 200.000 € 5,05%
Oltre 200.000 € 3,11%
Factoring Fino a 50.000 € 4,96%
Crediti personali Intera distribuzione 10,01%
Altri finanziamenti Intera distribuzione 9,07%
Leasing autoveicoli Fino a 25.000 € 7,36%
Oltre 25.000 € 6,43%
Leasing immobiliare Tasso fisso 3,89%
Tasso variabile 3,11%
Credito finalizzato Intera distribuzione 9,16%
Finanziamenti con utilizzo di carte di credito intera distribuzione 12,11%
Mutui con garanzia ipotecaria Tasso fisso 2,54%
Tasso variabile 2,27%

Dati presi da Banca d’Italia

I 16 tassi d’interesse che si ottengono combinando modalità di accesso al credito e valori soglia differenti, dimostrano che “il denaro costa il 3%” è un’affermazione che può essere corretta solo nel preciso contesto e momento in cui è formulata.
Sarebbe corretto, inoltre, aggiungere che in periodi di turbolenza finanziaria, ferme tutte le altre variabili, cambiando le aspettative di lungo periodo il costo del denaro tenda ad aumentare già nell’immediato.
Capita delle volte che i prestatori, quali possono essere le banche, per motivi commerciali o strutturali possano offrire temporaneamente tassi più bassi del mercato, in una logica promozionale tipica del mercato di largo consumo, esattamente come possono fare i supermercati o la grandi catene di elettronica con i loro prodotti.
Nella valutazione del costo del denaro, infine, va anche considerata l’incidenza della variabile fiscale. Qualora infatti il costo del denaro associato ad una tipologia di prestito, o per una determinata impresa,   generasse un risparmio sulle tasse o godesse di contribuzioni pubbliche a fondo perduto, allora questo beneficio, andrebbe senz’altro sottratto dal costo complessivo.

Le caratteristiche di chi presta denaro: chi e come deve essere?

Quando un privato o un’ impresa chiede un prestito, si deve rivolgere ad un ente di tipo tradizionale e dalla presenza consolidata sul territorio oppure potrebbe essere una di quelle società che si occupano di finanza alternativa o tecnologica, le società del Fintech che abbinano il servizio del debito a bassi costi di gestione ad alto servizio al cliente?
Di fronte a questo quesito è fondamentale evitare di seguire solo la logica del prezzo più basso perché la programmazione e la conoscenza delle variabili in gioco può consentire, ad esempio, di rinegoziare un prestito di lungo periodo se le condizioni di mercato saranno nel frattempo cambiate.
In un momento di turbolenza finanziaria come quello che attraversiamo, quindi, la scelta più logica non sarebbe rivolgersi a chi offre il prezzo più basso sul mercato per quel prestito, bensì a chi garantisce quello minore in funzione dei costi di uscita.
Non soltanto: anche la semplicità di accesso al credito costituisce un aspetto fondamentale nel processo decisionale.
Quando infatti a livello imprenditoriale si presentasse una necessità improvvisa oppure un’opportunità di investimento da cogliere al volo, risulta efficace provare una soluzione Fintech che ci consenta di ottenere la cassa necessaria ad un costo competitivo con un’istruttoria che si completi in qualche ora piuttosto che in diversi giorni.

In definitiva, in un mondo sempre più complesso non si può sottovalutare quanto articolata sia la determinazione del “prezzo” del denaro che si desidera acquistare. Questo aspetto dovrebbe per lo meno richiedere un’attenzione direttamente proporzionale alla dipendenza della propria azienda dal credito bancario e all’impatto del relativo costo sul profitto.

 

La ricetta perfetta esiste?

Complessità e numero di variabili in gioco sconsigliano la proposizione di ricette perfette, ma consentono di dare comunque qualche consiglio di buon senso:

  • Il denaro deve avere uno scopo, un target di utilizzo il più preciso possibile e ciò deve definire anche la durata del prestito;
  • Le aziende richiedenti devono essere trasparenti nel fornire indicazioni al mercato e veloci nella redazione dei bilanci, per consentire una corretta valutazione del rischio e conseguente definizione del rating;
  • Il costo del denaro è in continua evoluzione, pertanto è meglio verificare almeno ogni 6 mesi le offerte che ci sono sul mercato: anche sui prestiti ci sono delle promozioni;
  • L’offerta di denaro per il capitale di debito, può essere fornita dai prestatori tradizionali oppure dai nuovi operatori della finanza alternativa: vagliare le nuove possibilità consente di passare da approcci conosciuti a nuove metodologie più efficienti e rapide, seppur ugualmente autorevoli.