Il futuro dei soldi: PSD2 si parte!

Il 14 Settembre 2019 nasce l’era dell’Open Banking

Il futuro dei soldi: PSD2 si parte!

Il futuro dei soldi: PSD2 si parte! 1425 815 Finanza Café

Il 14 settembre 2019 sarà ricordata come una di quelle date che avranno scandito la storia della finanza. Con l’entrata in vigore della II° direttiva europea sui servizi di pagamento, nasce l’era dell’Open Banking, la banca aperta al cliente che ne diventa il protagonista con le sue scelte facili, consapevoli, sicure.
I primi a beneficiarne? Il consumatore finale e le PMI.


Tempo di lettura stimato: 6 minuti

Pillola di PSD2

Di seguito sono riassunti in tre punti le principali novità in arrivo grazie alla nuova direttiva:

1. Tramite un’unica App posso analizzare i movimenti dei miei conti correnti anche nel caso in cui si trovino su banche diverse.

2. Tramite una App posso decidere di pagare un acquisto e-commerce senza usare la carta.
Di seguito è riportato un esempio di Payment Initiation: il flusso nel rapporto del consumatore che paga con carta presso il negozio di fiducia.

Oggi:      Cliente > Banca Cliente > sistema di pagamento > Banca negoziante > negoziante
PSD2:    Cliente > nuovo fornitore di servizio tipo PISP > negoziante

3. Tramite una App posso associare una carta di debito ad un conto diverso a seconda della mia disponibilità.

Cos’è e cosa porta con sé la PSD2

La PSD2, sinonimo di Open Banking, dal 14 settembre 2019 sancisce l’obbligo per tutte le banche europee di condividere alcune informazioni relative ai propri clienti.
Quest’obbligo si realizza attraverso l’apertura di interfacce informatiche che consentono a terze parti (o TPP) autorizzate appositamente dal cliente di leggere il dato.

Più dettagliatamente la PSD2 ha portato con sé due cambiamenti importanti di cui il cliente potrà godere attraverso una semplice App dal proprio telefono cellulare o tramite un sito Web dal proprio PC:

1. l’apertura a nuovi servizi di Account Information (informazioni sui propri conti corrente), Payment Initiation (autorizzazioni a pagare dal proprio conto senza usare carte o altri intermediari) e Card Issuing (autorizzazione ad usare la propria carta collegandola ad un conto diverso dall’emittente) ed ai nuovi attori che li forniscono.

2. la ridefinizione dei metodi di autenticazione che il cliente oggi utilizza per effettuare transazioni finanziarie Online (Strong Customer Authentication) attraverso l’uso di fattori di accesso forti (2 su 3).

Oltre a quanto sopra, la direttiva porta con sé la diminuzione delle commissioni interbancarie che i commercianti pagano per accettare i pagamenti con carta, nonché un nuovo perimetro normativo per i pagamenti con credito telefonico e carte emesse da enti non finanziari, termini di Capital Requirement Regulation e, ovviamente, norme di Cybersecurity.

Open Banking: la spinta per la Nuova Banca e i quattro pilastri

La rivoluzione PSD2, pensata per il cliente, in realtà ha già rivoluzionato anzitutto le banche, portandole ad accelerare le fasi finali della loro trasformazione ormai iniziata da oltre un decennio. Lo stesso termine PSD2, è colloquialmente sostituito con il termine generico Open Banking.
“È nata l’Open Banking!!!” Strillano in questi giorni le testate giornalistiche.
In tempo di Open Banking le banche non si possono più nascondere ed anche quelle di territorio, che fino ad oggi hanno potuto ritardare il balzo nell’innovazione, si rendono conto che devono essere in grado di proporsi sul mercato con una veste digitale.

La banca moderna dovrebbe avere dunque una piattaforma web basata su quattro pilastri fondamentali, che ne devono costituire anche la nuova cultura di base:

La Banca Omni – le funzioni all’interno della banca devono tornare a parlarsi. La specializzazione verticale deve lasciare il posto all’interscambio delle informazioni affinché una sola persona (touchpoint) possa offrire al cliente più servizi.

La Banca Modulare – l’organizzazione deve essere più agile ed il sistema delle deleghe deve riportare le decisioni vicino al cliente finale.

La Banca Open – la banca deve lasciarsi investire dalla Digital Innovation e Trasformation. La PSD2 non lascia più alibi dal 14 settembre

La Banca Smart –la banca deve prendere consapevolezza dell’importanza dei dati messi a sua disposizione grazie alla fedeltà della sua clientela e cominciare ad organizzarli, gestirli, proteggerli con la stessa attenzione rivolta al denaro.

I Third Party Providers

È bene ricordare che la spinta al cambiamento è dettata sia dall’apertura delle porte informatiche (API), che permette un immediato ed efficace accesso alle informazioni, ma anche da un cambio dello scenario competitivo con l’entrata di nuovi attori.

I Third Party Providers o TPP infatti non sono solo altre banche o società costituite dalle stesse, ma possono essere società del Fintech (di Business Information, Digital Payment, Supply Chain Finance, etc.), operatori telefonici e le grandi corporation del web (Google, Amazon e Facebook in testa).
In particolare, per quest’ultime, a differenza delle banche, non si tratta di una rivoluzione culturale ma di avere la possibilità di abbracciare nuovi scenari competitivi, quali il Finance e le sue correlazioni.

Come cambierà la vita del cliente/consumatore finale e del cliente/PMI

Di come potrebbe cambiare la vita dell’utente/consumatore o l’utente/ impresa si era già accennato in un articolo di Finanza Cafè del 8 aprile 2019. Si tratta ancora però di scenari verosimili e futuribili, seppur di un futuro che comincia ufficialmente oggi.
In questo momento, infatti, anche andando a verificare esperienze estere che sono partite in anticipo rispetto all’ “Open Banking Europeo”, è difficile registrare il “come” si sta compiendo la evo/rivo-luzione, il cui andamento è strettamente correlato alle scelte del consumatore basate in primis sulla fiducia verso i nuovi attori (TPP). Ovvero se noi utenti/consumatori/PMI, non diamo autorizzazione ai TPP, ad accedere ai nostri dati, il servizio non può operare e il sistema non si evolve.

L’importanza della fiducia

Per questo motivo il legislatore europeo, dopo la normativa sulla GDPR, ha messo l’enfasi sulla Strong Customer Authentication. Per affidare i propri dati ad una App promossa da una società terza, il cliente deve sentirsi sicuro, tenuto conto che non sempre i TPP coincidono, si è detto, con una banca, delle quali invece in genere si fida. Se il quadro normativo rappresenta il motore della rivoluzione in atto, la scintilla è rappresentata dall’obbligo imposto alle banche di aprire le porte informatiche mentre la benzina, che consentirà il viaggio, è la fiducia del consumatore.

Benefici e beneficiari

È indubbio che i primi beneficiari dell’Open Banking saranno i consumatori finali. Tuttavia anche per le PMI si apriranno delle prospettive interessanti. Non solo è possibile rinnovare efficienza ed evoluzione dei processi legati alla gestione del Finance, ma anche realizzare dei risparmi diretti ed indiretti.

Le società potranno ad esempio, tramite TPP del tipo AISP, avere accesso a tutti i loro conti correnti, avere un’analisi delle loro voci di spesa, impostare nel web sistemi di price comparison che andranno a cercare le proposte più convenienti, in funzione di quanto oggi si spende.

Tramite un TPP di tipo PISP, potranno gestire la tesoreria, dirottando le richieste di pagamento sui conti dove c’è disponibilità senza dover passare dalla contabilità che raggruppa i movimenti bancari e da un fornitore di servizi di tesoreria che li razionalizza.
Il fornitore di servizi di tesoreria potrebbe poi diventare egli stesso un TPP. Sfruttando le conoscenze ed esperienze specifiche accumulate, egli potrebbe offrire un prodotto chiavi in mano in grado di funzionare sempre in tempo reale grazie all’eliminazione dei passaggi intermedi.

Nuovi profili di rischio

Grandi potenziali sono poi attesi nell’ambito del credit scoring. Società di informazioni Commerciali con l’autorizzazione della PMI potrebbero avere accesso ai movimenti di conto corrente e fornire nuovi servizi che aiutino le PMI ad ottenere un più abbondante ed economico credito bancario.
In questo contesto, poter raccogliere 12 mesi di movimenti bancari, correlarli con una serie di altre informazioni e rappresentarli in maniera immediata analitica e prospettica, potrebbe modificare il profilo di rischio delle PMI di fronte al mercato e portare al superamento del feedback delle attuali centrali rischi.
Basti pensare alle micro imprese individuali che non hanno l’obbligo di presentare i bilanci, o all’immediatezza del dato rispetto ad un bilancio che rappresenta sempre il passato.

Nel prossimo futuro i TPP potrebbero fornire alle PMI, un servizio di Supply Chain Finance che, sulla base di un’analisi puntuale dei movimenti bancari e prospettici, potrebbero consigliare investimenti o disinvestimenti di liquidità, andando ad accrescere enormemente la velocità di esecuzione e realizzo e, di conseguenza, il valore della liquidità stessa. Lavorando sul Working Capital potrebbero ridurre il ruolo di una o più banche al mero ruolo di conto deposito (o di registro contabile affidabile), abbattendone drammaticamente il costo.

Dall’Open Banking all’Open Finance, alle API premium

Risulta chiaro come si sia solo all’inizio di una nuova era che forse porterà i prodotti Finance a diventare davvero una Commodity, una mera merce di scambio come altre.
Affinchè questo avvenga è necessario che   il cliente abbia davvero un’esperienza inclusiva nell‘intero mondo Finance, ampliando la condivisione delle informazioni.
I TPP potrebbero essere portatori di informazioni sui mutui ad esempio, per migliorarne la portabilità, oppure sullo stato dei prestiti per migliorare le capacità di scoring, oppure sugli schemi pensionistici.
Le banche che oggi forniscono le proprie API gratuitamente ai TPP, domani potrebbero sfruttare i BIG DATA (il quarto pilastro della banca moderna) per fornire ai TPP informazioni premium e magari non più gratuitamente, ovvero analisi aggregate di dati bancari correlati con altre informazioni per cui al momento non c’è obbligo di disponibilità, se non il consenso del titolare del dato stesso, ovvero il cliente.

Come detto, se il cliente è al centro, saranno le sue scelte a guidare l’evoluzione del sistema Open Finance.
In un mondo sempre più complesso, lo sono anche le scelte del cliente e per questo meno prevedibili.
Le grandi corporation del web, che inevitabilmente ci condizionano, sono senz’altro avvantaggiate nel comprendere queste scelte. Da parte sua, il mondo bancario possiede l’asset della fiducia che i clienti vi ripongono, mentre il Fintech, nativo digitale, è senz’altro il più agile a cogliere le opportunità suggerite dal comportamento dei clienti.

Che i tre mondi si sfidino dunque e vinca il migliore, sperando che tutto questo porti un reale beneficio alla collettività.

Last thought

Conoscere l’offerta dei TPP, avere la capacita di filtrare il superfluo e puntare su sicurezza e su tutto ciò che ci regala tempo libero, delegando la fase operativa agli algoritmi, sarà la guida per il consumatore anche nel futuro mondo dell‘Open Finance.