Open Banking: la banca del futuro è arrivata

Al via la rivoluzione digitale del modello di business tradizionale adottato dalle banche

Open Banking: la banca del futuro è arrivata

Open Banking: la banca del futuro è arrivata 1425 815 Finanza Café

La nuova direttiva sui pagamenti PSD2 sta costringendo numerose banche a fare i conti con la rivoluzione digitale che ha già investito e cambiato profondamente molteplici settori.
L’obbligo di condivisione con attori terzi delle informazioni sui conti bancari dei propri clienti, ha spinto numerosi istituti di credito ad accelerare lo sviluppo di soluzioni innovative che consentano alle stesse banche di cogliere le nuove opportunità di business e di far fronte alla minaccia rappresentata da aziende Fintech e Start-Up.
Una delle alternative a disposizione delle banche per non esser colte impreparate dalle nuove disposizioni europee, è proprio quella di collaborare con questi nuovi attori, creando network che integrino l’esperienza e la customer-base della banca con la flessibilità e il dinamismo caratteristici delle aziende nate nell’era digitale.


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Un nuovo modello di business

Nel panorama economico occidentale abbiamo assistito, negli ultimi anni, a sensibili cambiamenti nel ranking delle aziende più rilevanti per l’economia: quella che una volta era infatti la posizione occupata dalle grandi industrie e dalle società petrolifere, appartiene oggi alle aziende del cosiddetto GaFa (Google, Amazon, Facebook, Apple).
Pur con caratteristiche diverse, queste aziende hanno messo al centro del loro modello di business l’esperienza utente, adottando una strategia per attirare il cliente nel loro mondo virtuale attraverso un’unica porta di accesso: un sito / ambiente web.

Se dovessimo pensare a un paragone nel mondo offline, potremmo immaginare di entrare in un grosso centro commerciale con centinaia di negozi. Ogni negozio nasce per soddisfare un bisogno specifico, ma tutti contribuiscono alla ragione per la quale siamo entrati proprio in quel centro commerciale piuttosto che in un altro: ci viene offerta una migliore User Experience, ovvero una migliore esperienza di fruizione dei servizi.
All’interno di un sito Web, la gamma di prodotti e servizi può essere ampliata tendenzialmente all’infinito mantenendo sempre il cliente al centro e offrendogli tutto ciò che può desiderare e anche quello che ancora non desidera, stimolando un bisogno latente, non ancora espresso.
Se ci spostiamo nel settore bancario, ritroviamo la medesima logica alla base dell’Open Banking, la “Banca Aperta”.

Come nasce la Banca Aperta?

Con Open Banking, si intende il processo intrapreso dalle banche tradizionali che cavalcando la trasformazione digitale, hanno cominciato a porsi come obiettivo principale il posizionamento del cliente al centro delle loro strategie.
La premessa è ovvia: il successo riscontrato dai social network, dalle chat di messaggistica istantanea e dai grandi e-commerce, ha evidenziato l’efficacia di una visione totalmente cliente-centrica.
Si calcola che ormai nel mondo più della metà della popolazione abbia accesso ad Internet ovvero oltre 4,5 miliardi di persone, di cui oltre 3 miliardi sono utenti dei social network. Nella sola Italia su oltre 59 milioni di abitanti, il 92% della popolazione è un utente internet, ed il 59% sono utenti social. Ci sono in sostanza 35 milioni di italiani che dimostrano di essere sensibili alla User Experience.
Il sistema bancario, come tutti gli altri settori, non poteva certo rimanere indenne dalla rivoluzione in atto e ha deciso finalmente di aprirsi a quelle novità che lo cambieranno per sempre.

Gli impulsi alla crescita della Banca Aperta

Oltre al modello di business ispirato dai social media, una spinta notevole verso la nascita del modello di Banca Aperta è venuta senz’altro dalle digitalizzazione dei metodi di pagamento, che ha portato ad affermarsi nuovi strumenti di pagamento istantaneo (carte di credito virtuali, Contactless, Paypal, GooglePay, SamsungPay,…) ai quali le banche tradizionali hanno risposto con l’istituzione nel circuito europeo dei bonifici Istantanei (Sepa).

Utilizzando il circuito bancario tradizionale, privati ed aziende già dal 2017 sono stati in grado di eseguire un bonifico istantaneo fino ad un importo massimo di 15.000 euro, in tutta Europa. Si tratta di un bonifico eseguibile in 10 secondi, 7 giorni su 7, 24 ore su 24, con la certezza per il destinatario di ricevere i fondi in maniera pressoché immediata. Al pagatore resta solo da verificare se la propria banca ha già aderito al servizio.

Per le banche il bonifico istantaneo, oltre ad una difesa strategica verso i nuovi player che offrono soluzioni di pagamento alternative, rappresenta una nuova fonte di ricavi ma soprattutto un migliore servizio al cliente e lo sviluppo di un’infrastruttura tecnologica in sinergia e di preparazione con le novità della direttiva PSD2 (Payment Service Directive 2). Ed è qui che comincia la vera rivoluzione.

Banca Aperta: cosa fa, nel concreto

Il 13 gennaio del 2018 è entrata in vigore in Italia la nuova direttiva europea sui servizi di pagamento denominata PSD2.
La PSD2, ha introdotto elementi di tale importanza da definire essa stessa il concetto intrinseco di Banca Aperta, diventandone quasi sinonimo.
Per mezzo di questa nuova legislazione la Comunità Europea, infatti, impone alle banche di aprire le porte a “terze parti” sui conti e su altre informazioni di pagamento dei correntisti, siano essi privati o imprese. Le terze parti devono essere autorizzate dai clienti e possono essere altre banche, assicurazioni, società di Fintech, social network. Inoltre quest’ultime sono sottoposte al controllo delle autorità di vigilanza che ne verificano affidabilità, conformità, sicurezza tecnologica e scopo.
Chi guarda il lato business, potrebbe argomentare che la decisione della comunità europea è stata dettata dalla necessità di consentire al sistema bancario europeo di modernizzarsi per restare così al passo dei grandi innovatori cinesi e americani. Lo scopo dichiarato è quello di favorire e consentire una maggiore concorrenza ed innovazione tra le banche, al fine di offrire un migliore e più economico servizio al consumatore europeo sia sui pagamenti che sul servizio bancario nel suo complesso. Di migliorarne, quindi, la User Experience.

Come cambia il rapporto con la banca

Il futuro prossimo farà in modo che siti web o App sviluppati dalle terze parti, principalmente società del Fintech, ci forniscano informazioni aggregate quali ad esempio localizzazione delle banche, tipi di servizi offerti in merito a parcheggi, orari di apertura, acceso disabili, ma anche caratteristiche dei conti per poterne confrontare i costi.
Le vere novità tuttavia riguarderanno l’analisi dei contenuti delle transazioni, come abbiamo speso i nostri soldi, i prestiti aperti o chiusi e la loro natura. È bene ricordare, che questi dati possono essere raccolti solamente previa autorizzazione ed utilizzati esclusivamente per il fine che le terze parti dichiarano.

D’altra parte siamo ancora all’inizio. Le novità e i cambiamenti introdotti con la nuova direttiva PSD2, devono ancora esprimere tutto il loro potenziale. Oggi, ad esempio, possiamo già effettuare acquisti online attraverso pagamenti che non devono necessariamente transitare dalle carte di credito e che diventano così più economici. Pago perché chi incassa sa che i soldi sono sul conto.
Nel prossimo futuro potremo gestire tutti i conti correnti e le carte di credito usando un’unica App. Potremo chiedere a Facebook o Google di pagare le bollette, oppure potremo chiedere al nostro gestore telefonico di trasferire soldi ad un altro utente, magari utilizzando il credito telefonico.
Sul lato prestiti, il prestatore avendo accesso a 12 mesi di transazioni avvenute presso terze banche, potrà ottenere maggiori informazioni e meglio definire il profilo di rischio del richiedente il prestito.

Avere informazioni dettagliate sul destinatario del prestito e sul profilo della persona incaricata di restituire i soldi, consentirà di accorciare i tempi per la verifica del prestito e, soprattutto, di svolgere la pratica con costi inferiori.
Oggi i dati parlano di 2/3 settimane, come del tempo medio necessario per una PMI per ottenere un prestito e di costi che, da un’analisi di bilancio, risultano mediamente superiori al 5% annuo, con una forchetta che varia dal 3% al 10%.

Banca aperta sì, ma illuminata.

Forse qualche banca proverà a travestirsi da banca aperta ma lo scherzo durerà il tempo del carnevale. La banca aperta del futuro cambierà in una banca digitale, multiservizio e multicanale, che dovrà trovare un equilibrio tra il mantenere il suo punto di forza più grande, ovvero la fiducia che gli riconosce la clientela, con la necessità di essere flessibile al cambiamento, e pronta all’ascolto per catturare l’esperienza cliente che si evolve.

Una Banca Aperta ed illuminata sarà quella che saprà portare nel mondo fisico quanto c’è di buono nel mondo online, creando un’esperienza di accrescimento bidirezionale: essere sempre disponibili con aperture più ampie, portare servizi a domicilio, creare ed alimentare una comunità di persone intorno a tematiche finanziarie e sociali, per rinforzare il senso di aggregazione e di appartenenza a dei valori comuni.
La Banca Illuminata potrà anche essere un luogo dove ci si allontana dalla User Experience dei social network, per riprovare quell’ esperienza fisica del rapporto umano e che al tempo stesso ci consentirà di godere di tutti i suoi servizi anche viaggiando in macchina, o passeggiando la domenica pomeriggio in riva al mare con la stessa piacevolezza.