Blockchain e finanza d’impresa: i promessi sposi

La tecnologia dietro le criptovalute è pronta a rivoluzionare il mondo delle imprese

Blockchain e finanza d’impresa: i promessi sposi

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Nelle ultime settimane il termine ‘blockchain’ è comparso più volte sulle pagine delle più note testate giornalistiche italiane. Non più solo associato all’andamento delle criptovalute come Bitcoin, Ethereum o Ripple, ma con riferimento esplicito alla tecnologia che sta alle loro spalle e che può avere svariate applicazioni sia nella vita privata sia in quella d’impresa.


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Cos’è la Blockchain?

La Blockchain è un registro pubblico distribuito, una sorta di grande libro mastro delle transazioni dove non esiste un’autorità centrale e dove tutti i computer della rete (i “nodi”) partecipano alla validazione delle transazioni/dati che sono digitalizzate tramite codifica e criptati.
Ogni “blocco” è un insieme di transazioni avvenute in un intervallo temporale (eg: fattura XXXX, pagamento il giorno X), ed è collegato al precedente (ordine XX, fattura relativa XXXX) tramite un codice alfanumerico chiamato hash: questo meccanismo forma appunto una catena.

La solidità del meccanismo a catena

Ogni transazione è garantita da tutti i nodi che fanno parte di quella rete: essi ne sorvegliano la correttezza e ne assicurano l’anonimato, procedono ai calcoli computazionali necessari per definire i blocchi e hanno tutti una copia privata identica di ogni blocco. Essendo ogni blocco legato al precedente ed al successivo, questo non è modificale per definizione in quanto si dovrebbero modificare tutti i legami e tutte le copie esistenti su tutti i nodi. Quest’azione richiederebbe un sforzo computazionale tale da renderlo praticamente impossibile con i mezzi oggi a disposizione.

In funzione della sua natura intrinseca, quindi, la blockchain contiene dati:

  • immutabili
  • incancellabili
  • certi per cronologia e provenienza
  • crittografati
  • riproducibili in maniera infinita ma solo in copie chiaramente diverse dall’originale che rimane unico

Il futuro della Blockchain

Blockchain, come dimostra il successo delle criptovalute, è una tecnologia pronta ma per la sua applicazione su larga scala in tutti quei contesti di business in cui può dare del valore aggiunto bisogna ancora superare qualche difficoltà.
Nella finanza, in primis, si stanno sperimentando le prime soluzioni ed è già evidente che questo matrimonio s’ha da fare.
La finanza commerciale si sta modernizzando grazie alle aziende che si occupano di finanza tecnologica. Queste ultime stanno già curando i mali che la finanza commerciale tradizionalmente si porta dietro fin dal rinascimento quando fu inventata proprio nel nostro paese.

La finanza commerciale può essere infatti costosa, burocratica e terribilmente lenta.

Blockchain è la tecnologia che si può innestare in questo processo di ricerca dell’efficienza, dell’economicità e dell’usabiltà già offerti dalle piattaforme Fintech, portando in dote le sue caratteristiche peculiari:

  • rendere unica e certa una transazione
  • blindare il rispetto della privacy
  • consentire ad attori diversi e non conosciuti di entrare nelle transazioni in quanto godono della fiducia della catena
  • dare esecuzione ad una serie di contratti in via automatica.
Si pensi agli esportatori che possono impiegare giorni o settimane per ricevere i pagamenti per i loro prodotti, a causa dei numerosi intermediari che devono verificare che le merci siano state consegnate all’importatore prima che i fondi vengano liberati o che i documenti siano conformi in tutte le loro parti.
Si pensi alla possibilità di legare in maniera univoca una determinata transazione commerciale ad un contratto di assicurazione sul credito o sulle merci.
Si pensi ai prestatori di denaro che potrebbero fidarsi delle informazioni contenute nei blocchi e finanziare le operazioni al netto del rischio operativo o di frode.
Tutto questo può avvenire in automatico, in un tempo ristrettissimo ad un costo inferiore, proprio in quanto la fiducia insita nella tecnologia elimina i rischi menzionati e potenzialmente anche i costi assunti ormai dal rispetto della privacy (GDPR).

Blockchain e anticipo fatture

Un altro esempio tipico di sfruttamento possibile della blockchain per l’eliminazione del rischio frode si ha con l’anticipo fatture. La fattura registrata su blockchain è unica e le banche partecipanti, facendo parte della catena, sanno che solo una di loro deve finanziarla.
Lo stesso principio è associabile al finanziamento delle fatture tramite il factoring.
Si assiste ormai da un triennio alla formazione di consorzi di banche e di istituzioni finanziarie in tutto il mondo, che stanno creando piattaforme basate sulla tecnologia blockchain per cominciare a strutturare un ecosistema regolamentato che parli un linguaggio comune e che voglia cominciare a risolvere i problemi specifici del Trade Finance.
Ad esempio il consorzio Voltron mira a digitalizzare le lettere di credito e consentirne trasferimento, verifica, finanziamento in sicurezza.
Il consorzio We.trade si rivolge alle piccole medie imprese che vogliano attivare i pagamenti legati a transazioni commerciali ed accettino di digitalizzare i contratti (Smart Contract), di modo che questi azionino i pagamenti al verificarsi di condizioni stabilite.

Quindi cosa manca?

La blockchain è già una realtà dal punto di vista tecnologico, ma non è ancora pronta a pervadere la nostra vita di tutti i giorni. Votazioni politiche tramite blockchain, sfruttamento dell’economia circolare, tracciabilità degli alimenti, protezione del diritto d’autore, rimborsi automatici dei biglietti aerei in caso di ritardo, sono tutte cose già possibili oggi.
Ma come tutti gli strumenti di supporto all’attività di impresa, blockchain ha bisogno di un mercato che le dia il giusto valore tale da accelerare gli investimenti per la produzione in larga scala. È il tempo in cui matura la consapevolezza del bisogno, il tempo giusto per il successo definitivo ma inevitabile di blockchain.
La blockchain, dal punto di vista hardware, ha senz’altro bisogno di un enorme potenza di calcolo e deve quindi ridurre il fabbisogno di energia che ne consegue affinché ciò sia sostenibile.

La chiave è la fiducia

Il sistema blockchain è basato sulla fiducia e per svilupparsi ha bisogno che gli utilizzatori credano nella sua formula: solo gli aventi diritto hanno le chiavi per leggere le informazioni sul registro e continuare a creare blocchi della catena attraverso nuove transazioni di business.
La fiducia ha bisogno di un linguaggio comune per essere compresa e trasferita e di un ecosistema di regole certe in cui gli utilizzatori si riconoscano. Più alto è il valore associabile alla fiducia, maggiore la convenienza all’utilizzo della tecnologia Blockchain.

D’altronde si sa che la fiducia è alla base di tutti i matrimoni.