Finanza e innovazione: da dove si comincia, dove si va

Qual è il significato della parola innovazione associata al mondo della finanza e perché è importante fare innovazione

Finanza e innovazione: da dove si comincia, dove si va

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Ogni volta che ci capita di parlare di innovazione associata alla finanza ci viene da pensare immediatamente alla possibilità che questa sia veicolata attraverso uno strumento ormai insostituibile, lo smartphone.


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“Finanza e innovazione” oggi

Innovazione e finanza” sono le applicazioni degli smartphone che ci fanno dialogare con le banche o ci permettono di fare i pagamenti quando effettuiamo degli acquisti senza utilizzare il denaro (Satispay, Samsungpay, Googlepay, Alipay, Applepay, QualsiasicosaPay…). Se a tutto questo aggiungiamo la ben più antica (erano gli anni 2000 d.c.) possibilità di comprare e vendere azioni online, ci accorgiamo che l’innovazione è già da tempo parte della nostra vita privata.

E in azienda?

Parlare di innovazione associata alla finanza aziendale, in realtà, vuol dire qualcosa di più ampio e più profondo ed ha a che fare con quanto ognuno di noi si vuole mettere in discussione per innovare ciò che sta facendo per produrre, amministrare, gestire, trasferire la finanza della propria impresa.
Fare in maniera diversa quello che abbiamo sempre fatto, mettere in discussione quello che abbiamo imparato, i nostri dogmi.
L’Osservatorio del Politecnico di Milano Fintech & Insurtech ci dà un’indicazione di come questa voglia di innovare abbia trovato riscontro nel panorama delle imprese italiane, con uno studio presentato in novembre dello scorso anno.

Ad esempio oltre il 55% delle PMI interagisce già con gli istituti finanziari tramite una app per smartphone, mentre il 92% lo fa tramite il PC. Però se si considerano gli strumenti finanziari più usati dalle PMI quali  l’anticipo fatture (71%) e le soluzioni di leasing (66%) si nota come solo 46% delle PMI rinuncia alla relazione personale per accedervi.
Se si guarda ai metodi di finanza alternativa quali Minibond,  il P2P lending, il Crowdfunding o le soluzioni di Supply Chain Finance (es. il Dynamic Discounting), scopriamo che solo il 5% delle PMI ne ha fatto uso almeno una volta.
Il motivo della scarsa penetrazione dell’innovazione nei processi aziendali e nella finanza in particolare è da imputarsi ad un fenomeno di carattere culturale: la tecnologia provoca paura da perdita di controllo, se non la si conosce.
Ancora nel giugno del 2018, il Politecnico di Milano, presentando i risultati di una ricerca questa volta dell’Osservatorio per la fatturazione elettronica ed E-Commerce B2B, riportava che il 26% delle PMI non vuole investire in digitalizzazione e che il 49% delle stesse vi investe meno del 1% del fatturato.

Ancora una volta, i risultati di una ricerca da parte di una fonte autorevole che guarda alle imprese da un’ altra  prospettiva, ci pone di fronte al medesimo risultato di un basso impatto dell’innovazione nella vita di impresa.

Da dove cominciare ad innovare per portare la tecnologia nella nostra azienda?

Un vecchio adagio cita che se Maometto non va alla montagna, la montagna va da Maometto, ed ecco arrivare dal 1 gennaio 2019, un provvedimento che costringe 5 milioni di partite Iva in Italia ad utilizzare la fatturazione elettronica.
La fatturazione elettronica non è solo un nuovo adempimento a cui sono costrette le imprese, o uno strumento del governo per combattere l’evasione fiscale, oppure un costo amministrativo, ma è soprattutto il primo passo verso la digitalizzazione attraverso l’abbandono dei documenti cartacei e la creazione di uno standard di processo.
A parte le agevolazioni fiscali che il legislatore ha voluto concedere, i veri vantaggi sono da ricercare nella potenziale spinta a nuove forme di gestione del business.
Cominciare a concepire i cicli aziendali, passando da una gestione di tipo documentale ad una gestione per flussi di dati, porta innumerevoli possibilità e la fatturazione elettronica ha il pregio di fornire uno standard che permette alle imprese di dialogare tra loro lungo la filiera, con i propri sistemi interni (registrazione automatica delle fatture in entrata ed in uscita, conservazione ed archiviazione del dato/documento), e con i partner esterni come le banche.
Alcune banche offrono loro stesse un software per gestire la fatturazione elettronica interfacciando il sistema di interscambio dello stato (SDI), al quale possono agganciare un sistema di pagamenti automatizzato in entrata o in uscita.
Le aziende hanno quindi la possibilità di spostare le persone dedicate alla registrazione dei documenti, conservazione e pagamenti alla più utile funzione di controllo dei flussi di dati e del servizio al cliente ed al fornitore.

I numerosi benefici della fatturazione elettronica

Questi benefici sono già chiari ad imprese che lavorano con la filiera, sfruttando l’ancora attualissimo sistema EDI per l’interscambio dei dati (invio ordine/conferma ordine/avviso di consegna/fatturazione/pagamento) che ha permesso non solo l’eliminazione di molto lavoro manuale, ma un maggior controllo dei dati e la creazione di un linguaggio comune che consente alle imprese di collaborare più fluidamente.
Il Politecnico di Milano stima in 50 milioni annui i flussi scambiati in Italia dal sistema EDI mentre le fatture (ora elettroniche) sono 1,5 miliardi (dato 2017). Questi sono i numeri della rivoluzione tecnologica se si vuole abbracciarla.
Quando dall’anno prossimo tutti i paesi europei si saranno uniformati alla regola della fatturazione elettronica, aumenteranno anche i vantaggi sulla gestione degli incassi tramite il sistema bancario, agevolando ulteriormente il business internazionale, in attesa dell’ulteriore spinta quando diverrà elettronica anche la bolla doganale.
Un altro vantaggio attribuibile alla fattura elettronica risiede nella gestione del cliente, il quale non potrà più dire ad esempio di non aver ricevuto la fattura, oppure che è in attesa di essere registrata quando, a regime, i tempi di registrazione possono ridursi a pochi giorni.
Pensate al beneficio che questa riduzione dei tempi può portare ad esempio alla finanza alternativa come lo sconto dinamico (Dynamic Discounting) sul pagamento fatture: il fornitore dopo pochi giorni dall’emissione del documento può chiederne il pagamento al proprio cliente che utilizza il Dynamic Discounting a fronte di uno sconto.

L’innovazione come riscatto per le imprese italiane

In definitiva, al netto di comprensibili problemi di una fase iniziale, sono evidenti i benefici di un processo irreversibile di cambiamento del nostro modo di fare impresa che sarà tanto più utile alle nostre imprese quanto saremo più aperti a comprenderlo.
Lo standard introdotto dalla fatturazione elettronica risulterà tanto più efficace quanto più noi al nostro, interno, saremo in grado di standardizzare i nostri processi.
Snellire i processi con l’innovazione, vuol dire anche far parlare delle nostre imprese non per le inefficienza di processo, quanto sempre più per la qualità del nostro prodotto/servizio, che è ciò che differenzia e ci rende apprezzati in tutto il mondo.