Fuori dalla recessione, ma in ritardo.

A 11 anni dalla crisi, i tempi medi di pagamento delle imprese italiane continuano a peggiorare contribuendo a rendere difficoltosa la ripresa economica

Fuori dalla recessione, ma in ritardo.

Fuori dalla recessione, ma in ritardo. 1425 815 Finanza Café

Nonostante i segnali di ripresa economica arrivati nel primo trimestre del 2019, i tempi di pagamento dei debiti commerciali delle imprese italiane continuano a peggiorare, contribuendo a rendere difficoltosa la sopravvivenza di numerose PMI, spina dorsale dell’economia italiana.


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Ultimi dati sulla ripresa italiana che stenta a decollare

Dopo gli ultimi due trimestri del 2018 caratterizzati da una generale stagnazione del Pil italiano, i dati preventivi comunicati dall’Istat evidenziano un timido segnale di ripresa per l’economia italiana, con un aumento confermato del Pil per il primo trimestre del 2019 pari allo 0,2%.
Questa crescita modesta, dovuta in larga parte alle esportazioni, non è tuttavia sufficiente a considerare l’Italia fuori dalla crisi.
La mancanza di investimenti e di una ripresa significativa dei consumi si ripercuotono sulla catena produttiva generando, all’interno delle imprese, tensioni finanziarie che impattano negativamente i tempi medi di pagamento dei debiti commerciali.

Italia a confronto con gli altri stati europei

In un recente convegno organizzato dal Sole 24 Ore, ai Credit Manager italiani sono stati presentati una serie di dati riguardanti le principali modalità di pagamento ed i tempi medi per il saldo delle fatture, termometro dell’economia reale.
Le analisi mostrano nel primo trimestre del 2018 un incremento del 6% dei ritardi gravi, ovvero quelli superiori ai 30 giorni oltre la data di scadenza originale.
I ritardi entro i 30 giorni sono aumentati del 2,5% mentre si sono ridotti del 5% i pagamenti effettuati entro la data pattuita.
Spostando il focus sull’Europa, un confronto con gli altri stati europei vede l’Italia, con il 35,5% di pagamenti puntali, collocarsi al tredicesimo posto dopo Belgio (40,6%), Irlanda (47,8%) e Slovenia (49,9%).
Tra i paesi più puntuali troviamo invece al primo posto la Polonia (79,3%) seguita a ruota dai Paesi Bassi (73,8%).
La Germania conquista il terzo posto, con il 67,1% delle aziende che saldano in tempo i propri debiti commerciali e una percentuale di ritardi superiori ai 30 giorni pari al 2,1%.

…e all’interno dei nostri confini?

Ancora una volta la distanza tra le diverse aree geografiche del nostro paese risulta quanto mai marcata.
A fronte di una media nazionale di 77 giorni, i tempi medi di pagamento delle imprese delle regioni del nord-est Italia pari a 72 giorni aumentano di oltre il 15% se si scende lungo la dorsale appenninica, toccando quota 92 giorni nel sud Italia.
Tra le regioni, la Lombardia vince a mani basse il confronto, con un’azienda su due che si dimostra puntuale nel pagamento dei propri debiti commerciali. Tra le regioni meno virtuose troviamo invece la Sicilia, in cui i pagamenti entro la data stabilita si attestano al 17,1% del totale, ben al di sotto della media nazionale (35,5%).
I settori che presentano i tempi di pagamento più lunghi restano la Pubblica Amministrazione e la Sanità. Qui le imprese fornitrici devono attendere in media più di 105 giorni prima di vedere le proprie fatture saldate.

Cosa possono fare oggi le imprese?

Questi dati statistici non brillanti sono stati avallati da una recente ricerca condotta su 500 Credit Manager italiani i quali facendo riferimento al parco clienti della loro azienda hanno evidenziato come, per il 33% del campione, i ritardi gravi (oltre 30gg) superano il 20%.
La situazione economica poco brillante in cui versa il paese è sicuramente un fattore che contribuisce all’allungamento generale dei tempi di pagamento delle imprese. Ma gli addetti ai lavori segnalano che si può migliorare. Oggi esistono adeguati sistemi di monitoraggio e controllo del credito che, insieme ad una nuova cultura, possono aiutare a prevenire e combattere le situazioni più difficili.
La diffusione di buone pratiche e l’adozione dei nuovi strumenti digitali per la gestione del credito commerciale possono aiutare le imprese italiane ad efficientare i processi e ridurre così i tempi di pagamento.
Le nuove piattaforme Fintech presenti oggi sul mercato consentono alle imprese di accedere a servizi innovativi come il Dynamic Discounting, il Reverse Factoring o l’asta fatture che facilitano la gestione della liquidità e permettono l’ottimizzazione della posizione finanziaria.